La storia delle piume d'oca

Come può un materiale così delicato aver attirato l'attenzione dell'uomo già da millenni? La piuma d'oca, con la sua particolare forma e consistenza, accompagna la vita quotidiana dell'uomo già dalla preistoria. Le sue funzioni non sono state sempre le stesse: in base alle epoche, anche la piuma ha avuto ruoli diversi e più o meno importanti.

Dal passato, con furore

Gli antichi romani utilizzavano questi animali per tanti motivi diversi. Se avessi fatto una passeggiata per le vie della città antica, avresti notato gruppi di oche girare libere tra i mercati e i cortili delle case. Massima libertà per questi buffi animali, che dipendevano in parte dall'uomo in parte dalla natura stessa. A volte venivano lasciate libere nei prati, a ridosso delle città. Altre volte erano tenute in casa, proprio come fanno oggi molte famiglie rurali.

Un episodio storico le vide protagoniste: nel 390 a.C., proprio mentre i Galli stavano per raggiungere il Campidoglio, si narra che un gruppo di oche iniziò a fare così tanto rumore da svegliare l'intera città e costringere i nemici a scappare. Delle vere eroine! La loro considerazione era piuttosto alta tra i romani, sia per motivi alimentari che estetici.

Le piume dei romani

Nella Roma imperiale del I e II secolo a.C. le oche venivano utilizzate per la preziosità delle loro piume. Erano infatti solo i nobili o lo stesso Imperatore a permettersi di utilizzare la piuma d'oca per imbottire i cuscini, rendendoli perfetti per le loro notti. Era una materiale considerto prezioso, proprio per questo poteva farne uso solo una certa classe sociale. Per ogni letto, solitamente, si trovavano ben tre cuscini in piuma d'oca, posti uno sopra l'altro. Questa usanza, però, si pensa derivi addirittura dai cartaginesi, quindi da un popolo vissuto anche prima degli antichi romani.

Dai Roma, poi, la tradizione passò ad altri popoli, compresi quelli germanici: in questi territori era piuttosto diffusa la spiumatura, non solo sulle oche. ma anche sui cigni. Quello che ne usciva era un materiale perfetto per l'imbottitura delle trapunte, necessarie per quelle zone più a nord, dove il freddo intenso costringeva l'uomo a coprirsi il più possible.

E il Medioevo?

Dai romani si passa alle epoche più recenti, il Medioevo compreso. Anche in questo periodo la piuma d'oca non abbandona la quotidianità dell'uomo: nei grandi letti medioevali si trovavano trapunte imbottite con la piuma d'oca, un materiale che continuava a rimanere così prezioso da essere utilizzato solo dalle famiglie più ricche. 

In questa epoca le oche erano solite sguazzare tra i cortili delle grandi dimore o dei castelli, nutrite dalla serva di turno, che aveva anche il compito di effettuare la spiumatura. 

Un grande studioso di piume d'oca fu Leonardo. Il genio italiano amava analizzare il materiale con cui la natura le aveva create e si divertiva a sperimentarne gli utilizzi. Anche nel Rinascimento, subito dopo il Medioevo, i nobili amavano rimanere al caldo dei piumini imbottiti, regalandone spesso alcuni agli ospiti, come segno di buona educazione.

Oggi cosa è cambiato?

Potremmo dire tranquillamente che oggi non è cambiato nulla. Esattamente come duemila anni fa, anche oggi usiamo la piuma d'oca per riscaldarci dagli inverni freddi. Esistono piumini diversi per imbottitura, ma il loro utilizzo è rimasto costante nel tempo.

Oggi, come allora, puoi scegliere di scaldarti con qualcosa di prezioso. La storia ci insegna come utilizzare quello che la natura offre. Il resto è solo una tua scelta e il tipo di piumino adatto a te è già stato realizzato.